A NYC le proteste bizzarre. Si rimane immobili sul parabrezza della macchina

Una donna è sdraiata su una macchina, non è morta, respira anche se non sembra, non da segni di vita né osserva chi la guarda passeggiando per la strada. Rimane straordinariamente immobile.
Questa una delle cose che solo a New York City possono accadere.
Camminando sulla prima avenue e 61esima strada, la zona conosciuta come Upper East Side, a est della grande mela, notiamo un uomo seduto su una macchina che guarda il suo telefono e una donna dalle sembianze asiatiche

con mano penzolante e viso coperto dai capelli, sdraiata sul suo parabrezza e cofano, esattamente di fronte al suo viso.
Una scena raccapricciante che desta l’attenzione di alcune persone, si solo alcune, perchè questa è New York – la metropoli della gente che è sempre di corsa.
Sono tre i ragazzi che si fermano e decidono di capire cosa succede. L’uomo nella macchina che mostrava indifferenza nonostante un corpo umano giacesse sul suo cofano, decide di scendere dalla sua autovettura continuando a non dare segni di preoccupazione.
I ragazzi gli chiedono cosa sia successo alla donna distesa sulla sua macchina e se è morta. Lui risponde di non conoscerla e finge di non sentire le altre domande che i ragazzi gli pongono.
Qualcuno si avvicina alla donna cercando di capire se è davvero viva. La donna si muove, non la si vede nemmeno respirare e da quando i ragazzi si sono fermati sono già trascorsi 20 minuti.
Provano a fare altre domande all’uomo che inizia a sbottonarsi un po’ sentendo che i ragazzi intendono chiamare la polizia. Racconta che la donna si sta solo comportando da sciocca e sta protestando in un modo stravagante contro di lui. E’ l’amante, la moglie, una amica? Qualcosa non torna e la gente inizia a pensare che tipo di rapporto ci sia tra i due.
Altre quattro persone si fermano e qualcuno chiama un’ambulanza.
L’uomo si avvicina alla sua macchina mentre con molta calma continua a giocare con il suo telefono e sussurra alla donna sdraiata: ‘Smettila, tutti ti guardano’. Poi si riavvicina alle persone, fa un sospiro di sollievo e dice a voce un po’ più alta per farsi sentire da lei: ‘Aspetto ancora qualche minuto e poi porto le sue cose e la sua borsa che penzola dalla sua mano a casa sua e la lascio qui’.
Qualcuno gli suggerisce di prenderla in braccio o di muoverla da lì ma lui si rifiuta. Dice: ‘Non la voglio toccare. Quando la sua protesta sarà finita si alzerà da sola’. Il gruppetto di persone che guarda la scena raccapricciante attende l’ambulanza domandandosi ancora se la donna è davvero viva, non le tremano nemmeno le mani.
Nel frattempo lo spettacolo continua. Un uomo scende affannato dalla scala antincendio di un palazzo vicino al parcheggio della macchina e domanda: ‘Ho sentito un boato dall’ottavo piano, credo che qualcuno si sia gettato dalla finestra! E’ lei? E’ questa signora? – dice osservando la donna sulla macchina.
Le persone attorno nascondono un sorriso-risata trattenendosi. L’ultimo arrivato non aveva nemmeno notato che la donna era perfettamente vestita e non c’era nessuna traccia di sangue né una macchina rotta.
L’ambulanza arriva e sembra incredibile ma la donna ‘in sciopero’ non risponde nemmeno agli infermieri, né li ascolta, né sembra respiri. Viene presa in braccio e portata via. E’ vivissima, solo brava a recitare.
L’uomo contro cui protestava osserva la scena senza muovere un dito e risale sulla sua macchina con la stessa calma e indifferenza. Dice all’ambulanza: ‘Io non la conosco’.

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2 Comments to “A NYC le proteste bizzarre. Si rimane immobili sul parabrezza della macchina”

  1. Carolina ha detto:

    ….E’ un blog interessantissimo che descrive in maniera chiara la vera New York…E’ una guida per chi si vuole recare a New York per la prima volta e allo stesso tempo e’, per chi a New York c’e’ gia’ stato….un rivivere luoghi, situazioni ed emozioni…
    Divertente l’articolo “sulla donna sdraiata sul cofano di un macchinone”, ed altrettanto curioso quello sulla cabinovia che “vola” tra grattacieli di Manhattan ed un plauso anche per tutte le altre pubblicazioni che attirano attenzione e che è altrettanto impossibile non soffermarsi a leggere ed a guardare i videi e le fotoglrafie molto originali.
    Ma, tu che sei li’ a New York, come commenteresti il giorno del Ringraziamento di un americano normale? Hai qualcosa da pubblicar in merito? …
    Saluti

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  2. Marina Carminati ha detto:

    Cara Carolina, ti ringrazio moltissimo per i tuoi complimenti e sono felice di poter far rivivere alcune esperienze a chi a NYC è già stato, come spero di appassionare invece le persone che non sono mai sbarcate in terra americana ma che hanno il progetto di farlo nel loro futuro.
    Ti invito a guardare uno dei miei ultimi articoli per rispondere alla tua domanda su come è vissuto il giorno del ringraziamento in America. Tale pezzo contiene anche dei video e dei commenti sul ‘Thanksgiving’ vissuto in famiglia. Grazie e a presto,
    Marina

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