Marathon 2011. Come vincere

Arrivano da tutto il mondo i partecipanti alla Maratona di NY. Da Santo Domingo alla Russia, dalla Danimarca al Sud Africa non manca nessuno alla gara sportiva dell’anno. Ma chi la supporta, la incita, la fa tuonare in tutto il mondo, questa Maratona di New York, sono i tifosi. Rimangono ad attendere i loro campioni per ore ed ore, sia che piova sia che ci sia vento, pioggia e neve. Li attendono con vestiti strani che riportano il nome del coro corridore, preparano cartelli simpatici, tendono la mano alle transenne offrendo cibo e bibite a chi corre. Qualche volta tifano il loro papà, qualche volta il figlio, la fidanzata la mamma o la migliore amica.

C’è chi non conosce nessuno tra i corridori ma attende gli sportivi alle transenne per ore, fino alla fine della gara senza accusare segni di stanchezza. Suonano le campane, chiamano per nome l’atleta che lo riporta sulla propria maglietta, e danno prova di avere voce. ‘Non mollare’, ‘corri’, ‘vai così’, ‘sei andato benissimo’, ‘dai che ce la fai’. Queste sono le frasi più ricorrenti che si sentono tra i viali di New York per otto – nove ore, fino all’arrivo dell’ultimo classificato che non rinuncia ad alzare le braccia quando arriva al traguardo di Central Park.

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